Un catalogo digitale per raccontare FremantleMedia Italy Group

Un catalogo digitale per raccontare FremantleMedia Italy Group

BerylliumGroup ha progettato e sviluppato il catalogo digitale della divisione di distribuzione internazionale di FremantleMedia Italy Group, organizzando e valorizzando la produzione audiovisiva di Lux Vide, Picomedia, Wildside, The Apartment e Stand by Me attraverso un sistema di navigazione pensato per i mercati internazionali.

BerylliumGroup ha progettato e sviluppato il catalogo digitale della divisione di distribuzione internazionale di FremantleMedia Italy Group, uno strumento pensato per organizzare, valorizzare e rendere navigabile la produzione audiovisiva di Lux Vide, Picomedia, Wildside, The Apartment e Stand by Me. Un sistema costruito per i mercati internazionali, capace di trasformare un patrimonio articolato di contenuti in un’esperienza di consultazione chiara, trasversale e commerciale.

Lux Vide, Picomedia, Wildside, The Apartment, Stand by Me. Cinque case di produzione, cinque storie diverse, cinque modi di intendere il racconto per lo schermo. Sono label che fanno capo a FremantleMedia Italy Group e che, insieme, rappresentano una parte importante della produzione italiana contemporanea per la televisione, il cinema e le piattaforme. Il catalogo digitale nasce per raccogliere e rendere consultabile questo patrimonio all’interno di uno spazio unico, pensato per la distribuzione internazionale e per il dialogo con broadcaster, piattaforme, distributori e operatori del mercato audiovisivo.

Mettere questo patrimonio in un unico luogo non era soltanto una questione di ordine. Era, prima di tutto, una questione commerciale. Chi compra contenuti ha poco tempo e domande molto precise. Cerca una serie crime in italiano prodotta negli ultimi anni. Cerca titoli per ragazzi. Cerca cosa ha realizzato una determinata label dopo un titolo già acquistato. Cerca informazioni, materiali, sinossi e video senza dover attraversare percorsi complessi. Il catalogo doveva rispondere a queste domande nel modo più diretto possibile.

Un catalogo pensato per la distribuzione internazionale

Un catalogo di distribuzione non è un semplice archivio. È uno strumento di lavoro, relazione e vendita. Deve permettere a chi lo consulta di individuare rapidamente i contenuti più rilevanti, ma anche di scoprire titoli affini, percorsi editoriali, linee produttive e connessioni tra opere diverse. Per questo, il progetto è stato costruito intorno a una logica precisa: rendere il catalogo ordinato, ma non rigido; completo, ma non dispersivo; ricco di informazioni, ma sempre facilmente navigabile.

L’obiettivo era creare un ambiente digitale capace di accompagnare utenti diversi: chi sa già cosa sta cercando, chi esplora l’offerta per genere o categoria, chi vuole ricostruire il percorso di una singola label, chi ha bisogno di materiali e informazioni per valutare rapidamente un titolo.

Due modi di muoversi dentro il catalogo

La navigazione è stata progettata su due livelli.

Il primo è quello più immediato: dall’alto verso il basso. L’utente entra da una categoria — serie TV, miniserie e TV movie, lungometraggi, documentari, kids and teens — oppure direttamente da una delle cinque label, e scende fino alla scheda del singolo titolo. Ogni scheda raccoglie le informazioni essenziali: sinossi, dati di produzione, materiali, contenuti video e riferimenti utili alla valutazione commerciale del prodotto.

Il secondo livello è quello che fa la differenza. Ogni produzione a catalogo è classificata secondo quattro chiavi di lettura: la label che l’ha realizzata, il genere, la lingua e l’anno. Questo significa che ogni scheda non è un punto di arrivo, ma un incrocio. Dalla pagina di una serie si può risalire a tutte le altre produzioni dello stesso genere, a quelle realizzate nello stesso anno, ai titoli nella stessa lingua o all’intero listino della label. La consultazione smette così di essere una discesa lineare e diventa un movimento laterale, per associazione.

Un’identità di gruppo che valorizza le singole label

La sfida non era soltanto tecnica. Cinque label con storie e riconoscibilità proprie non potevano essere assorbite in un contenitore indistinto. Ogni casa di produzione porta con sé un’identità, un immaginario, un modo di costruire contenuti e dialogare con il mercato. Per questo, la scelta è stata quella di rendere la label una delle chiavi principali di lettura del catalogo, e non un semplice logo in calce alla scheda.

L’utente può attraversare il catalogo per label, leggerne il percorso produttivo e riconoscere il contributo specifico di ciascuna realtà all’interno dell’offerta complessiva di FremantleMedia Italy Group. In questo modo, l’identità collettiva guadagna coerenza senza annullare le identità singole. Il catalogo diventa un sistema comune, ma lascia spazio alla voce di ogni label.

Una piattaforma pensata anche per chi la aggiorna

Un catalogo di distribuzione vive di aggiornamenti. Nuovi titoli, nuovi trailer, nuove stagioni, nuove versioni linguistiche, nuovi materiali: uno strumento di questo tipo deve poter crescere nel tempo senza diventare dipendente da interventi tecnici continui. Per questo, il lavoro non si è fermato a ciò che vede il pubblico. Anche la parte interna è stata progettata perché caricare e aggiornare una produzione sia un’operazione guidata, ordinata e ripetibile. La scheda di ogni titolo mantiene una struttura coerente. L’utente interno compila i campi, assegna le classificazioni, carica materiali e video, mantenendo ogni contenuto dentro l’ambiente del catalogo, senza rimandare chi consulta a piattaforme esterne.

Il risultato pratico è che il catalogo può essere aggiornato quando c’è qualcosa da aggiornare, non quando si libera una finestra tecnica. In vista dei mercati internazionali, dove tempi, materiali e disponibilità dei contenuti sono elementi decisivi, questa autonomia non è un dettaglio secondario.

BerylliumGroup per FremantleMedia Italy Group: rendere navigabile la complessità

Il lavoro sul catalogo dimostra quanto, nella comunicazione digitale, architettura dell’informazione, esperienza utente e obiettivi commerciali debbano procedere insieme. Non basta raccogliere contenuti in un unico spazio. Bisogna costruire relazioni tra le informazioni, prevedere i bisogni di chi consulta, semplificare i percorsi, valorizzare le identità e rendere sostenibile la gestione nel tempo.

In un settore come quello audiovisivo, dove il valore di un titolo dipende anche dalla capacità di essere trovato, compreso e presentato nel modo giusto, il catalogo diventa molto più di una piattaforma. Diventa uno strumento commerciale, editoriale e strategico.

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